creative atipycal
17 Ago
L’estate ormai è quasi finita. Lo sò che sono un pò troppo anticipatario, ma io domani ritorno a lavoro e di mare ne ho visto poco. Intanto mi godo la fresca serata di porto recanati, sul dondolo con il mio super cellulare, pensando alle future prospettive. Mi dispiace solo di non esser andato giù a lecce per rivedere il mio bel mare ( detto tra noi qui il mare non soddisfa pienamente).
12 Ago
Da venerdì sono in ferie, mio fratello è venuto a trovarmi. Intanto facciamo colazione e poi andiamo al mare. Di ferie solo una settimana poi si ricomincia.
7 Ago

Una bella foto in B/N presa dall’amica PERSBAGLIO
6 Ago
Oggetti intelligenti e interconnessi, che si “parlano” e attraverso sensori ed etichette elettromagnetiche registrano dati dall’ambiente circostante. E possono prendere decisioni, intervenire e lanciare allarmi. Lo scenario di una casa che prende vita in modo autonomo è molto meno avveniristico di quanto si possa pensare. Lavatrice e lavastoviglie che dialogano fra loro, o la lettura del codice a barre del latte al supermercato che invia un segnale ai magazzini quanRetdo le scorte si stanno esaurendo, non sono più una novità. In un futuro prossimo questa “rete delle cose” ci avvolgerà sempre di più, creando un universo fisico intercorrelato e ubiquo, con applicazioni che oltre alla domotica o alla gestione delle merci interessano altri campi chiave, come quello della sicurezza o della salute.
Quella dell’”internet of things” è potenzialmente una rivoluzione maggiore di quella che ha seguito l’avvento del web, sosteneva un rapporto delle Nazioni Unite di pochi anni fa, dedicato al tema. Scenari e possibili evoluzioni, che cambieranno il nostro modo di vivere di tutti i giorni, si studiano in Italia all’Università di Pisa, dove il Centro di ricerca in robotica e bionigengeria “Enrico Piaggio” è partner della neonata CONET (Cooperating Objects Network of Excellence), una rete di eccellenza che riunisce diversi centri europei.
“Grazie alle reti di oggetti - spiega il professor Gianluca Dini, docente di Ingegneria dell’informazione ed esperto di sistemi distribuiti all’Università di Pisa - sarà possibile monitorare un ambiente con una rete di piccoli sensori, poco costosi e non ingombranti, inseriti in oggetti di diversa natura”. E trasformare queste informazioni in un servizio per l’uomo, utile per il controllo del traffico o del trasporto urbano, o di aree ad alto rischio come le centrali nucleari, ma anche per il monitoraggio delle condizioni fisiche di una persona.
“La via verso cui ci si sta muovendo è quella di una integrazione sempre più stretta fra cose e tecnologie della robotica” racconta il professor Antonio Bicchi, direttore del centro di ricerca pisano. “Siamo partiti dalle prime reti di sensori, precursori delle reti di cose, per arrivare agli ultimi sviluppi. Le reti di sensori si usano già nel monitoraggio di ambienti, boschi, incendi. Il passo successivo è quello in cui le cose quotidiane, oltre a prendere informazioni dall’ambiente circostante, saranno in grado di intervenire in diversi ambiti a seconda dei casi. E diventare, quindi, dei robot. Molti nodi della rete delle cose saranno piccoli robot, capaci di semplici azioni e movimenti”.
Tradotto in pratica, vuol dire che nei negozi avremo scaffali che faranno l’inventario istantaneo grazie ai sensori incorporati o merci soggette a deperimento con etichette che le monitorano in ogni momento. In casa, una rete di sensori che rileva la presenza di gas e connettendosi con il telefono avvisa immediatamente un numero di emergenza. Nel caso degli anziani, poi, che possono avere difficoltà a digitare sulla tastiera del telefono, sarà possibile chiamare la persona che si desidera semplicemente accostando l’apparecchio alla fotografia di questa. O ancora, si potrà avere un telefono cellulare o altri strumenti wireless in grado di monitorare i parametri di salute e, in caso di emergenza, di attivare perfino la somministrazione di farmaci.
Se dovesse svilupparsi un incendio in un tunnel - uno dei case studies sviluppati nell’ambito del progetto europeo RUNES, di cui il centro pisano è partner - saranno robot a muoversi in una situazione di emergenza, riparando, ad esempio il sistema dei sensori messi fuori uso dalle fiamme.
Uno scenario fantascientifico, che rivela però anche un lato oscuro: quanto è sicuro andare verso una automazione sempre più spinta di procedure che hanno a che fare con informazioni sensibili e di sicurezza anche estrema? E come evitare che un possibile ausilio si trasformi in un pericoloso boomerang?
“Ci sono due ordini di problemi” risponde Bicchi. “Evitare prima di tutto possibili guasti, e qui andranno fatti passi per garantire all’utente che le cose funzionino in modo adeguato, da affrontare caso per caso. C’è poi il rischio che qualche malintenzionato o hacker si introduca nelle reti cooperanti a scopo di manometterle. E questo è un aspetto più serio, per cui dovranno essere studiate e prese misure adeguate”, conclude il professore.
30 Lug
A meno che in questi ultimi 30 giorni, avete fatto una capatina sulla Luna e siete completamente asciutti di notizie riguardanti la Terra, è uscito l’iPhone 3G e finalmente è disponibile anche in Italia.
…Ancora non avevo detto la mia…Come era già stato pronosticato, gli operatori telefonici che si sono aggiudicati questo gioiellino, made Apple, sono Tim e Vodafone, che come c’era da aspettarsi (sigh!), si sono distinti in tutta Europa, per i loro prezzi improponibili; a questo proposito nasce iphoneaffossato.com, un sito internet che raccoglie firme per una petizione contro i due operatori telefonici.
I risultati si fanno sentire, infatti l’AntiTrust ha avviato un inchiesta contro Tim e Vodafone, accusa possibile abuto di posizione dominante.
In questo momento le firme raccolte sono 9722, personalmente ho partecipato all’iniziativa, che trovo seria e utile per noi tutti. Nel sito troverete la petizione, una lettere indirizzata a Steve Jobs e le più di 9000 firme, con altrettanti inferociti commenti.
28 Lug

Succede raramente, ma quando scopro l’esistenza di un corporate blog italiano decente mi torna il buonumore. E’ il caso di TUI Blog, finestra sul web 2.0 di TUI Travel Italia aperta dall’azienda per creare un ponte tra sé ed “utenti, giornalisti, curiosi e chiunque voi siate”.
Dal punto di vista tecnico il blog è ben fatto: ha una grafica chiara e leggibile che saggiamente richiama la semplicità e i colori del sito ufficiale. Privo di fronzoli, è costruito sulla solida architettura di Wordpress, ha i commenti aperti, consente i trackback e integra un plug-in che facilta agli utenti la condivisione dei post su vari network sociali e siti di social bookmarking.
Buona l’idea di aprire una pagina dedicata all’assitenza clienti e di linkarla in bella evidenza fin dalla home page: il blog, infatti, non è (e non deve essere) strumento per prenotare una vacanza, un volo o un hotel o per presentare um reclamo e, quando un utente ci finisce dentro per sbaglio, deve essere subito e facilmente reindirizzato verso le pagine giuste.
La policy è da manuale: breve è sintetica, in quattro parole dice cos’è il blog, cosa non è (accorgimento prezioso quanto raro) e quali sono le semplici regole di convivenza per chi desidera frequentarlo.
L’unico autore, la giovane Giulia Ventrucci, si presenta correttamente in apposita pagina con tanto di foto.
Fin qui gli aspetti positivi. Avanzo invece qualche dubbio sui contenuti che, almeno per il momento, sembrano limitarsi a pubblicizzare iniziative e pacchetti vacanze vari senza tuttavia dire nulla sull’azienda (una multinazionale operante in 180 paesi), su chi ci lavora e, sopratutto, sul settore in cui essa opera.
Capisco che il blog si rivologe prettamente all’utenza consumer, ma l’iniziativa non può e non dovrebbe esaurirsi nella mera pubblicazione di iniaziative commerciali, seppure tradotte nel linguaggioo informale del web2.0. (Blog4biz)
Per saperne di più:
- TUI Blog
27 Lug
Il 7 luglio scorso, presso il complesso monumentale S.Spirito in Sassia, è stato presentato il progetto di moda e cooperazione allo sviluppo “Ethical Fashion”, nato dalla partnership tra Alta Roma e l’ITC (International Trade Centre), l’agenzia operativa di cooperazione dell’ONU (UNCTAD) e WTO (World Trade Organization) e Azienda Ambiente e Territorio della Camera di Commercio di Roma.
Alta Roma e ITC sono due istituzioni complementari nell’ottica di un’operazione volta a coinvolgere nella catena del valore della moda, attraverso il segmento della moda etica, tante comunità di microproduttori provenienti da paesi dell’Africa sub-sahariana.
Obiettivo di ITC e Alta Roma è quello di occuparsi di moda in maniera responsabile nei confronti di alcune fra le comunità piu’ svantaggiate del pianeta. Le aziende moda ma anche la grande industria possono richiedere anche delle componenti di abiti o di accessori, o materiali grezzi o ecologici che potranno in seguito essere assemblati seguendo gli standard e i controlli qualità normalmente accettati nel settore.
Infine vi è la definizione e la messa a punto di un ‘compliance scheme’ della Filiera Moda che consiste in un protocollo di conformità, gestione e controllo sui temi relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, dell’ambiente e della dignità umana, al quale dovranno essere conformi i prodotti del comparto Moda che vorranno ottenere un Marchio “Ethical Faschion” appositamente creato.
25 Lug
MILANO - Blog, chat, social network, canali di video-sharing sono ormai strumenti della nostra vita quotidiana. E stanno modificando le abitudini dei viaggiatori, che sempre più sfruttano le opportunità offerte dal Web 2.0 per progettare le proprie vacanze. L’hotel consigliato dall’agenzia viaggi è davvero a 50 metri dal mare? Per verificarlo basta digitare l’indirizzo su Google Earth, software scaricabile gratuitamente in pochi minuti, che consente di osservare dall’alto ogni parte del globo, oltre che di guardare le fotografie inserite dai cybernaviganti tramite Panoramio. Si è deciso di partire con gli amici, ma non si ha il tempo di incontrarsi di persona per organizzare il tutto? Le Google Apps permettono di creare documenti da pubblicare online in modo che i propri compagni di avventura possano vederli, commentarli, correggerli e così via, fino a quando i dettagli del soggiorno non siano stati definiti. Niente di complicato, tanto più che chi ha bisogno di spiegazioni può affidarsi ai filmati su YouTube, dove si trovano anche le istruzioni su come usare le Google Maps, ovvero su come realizzare e mettere in Internet, per tutti o per pochi intimi, cartine personalizzate («mashup», in gergo) del proprio itinerario di viaggio complete di descrizioni delle varie tappe, nonché di foto e video.
PREZZI CONVENIENTI - In totale sono più di nove milioni le mappe messe a punto fino a oggi nel mondo. Google Earth vanta oltre 350 milioni di utenti. E nella home page di TripAdvisor si legge: «22.681.959 utenti di 190 Paesi hanno pianificato un viaggio questa settimana». Dati che fanno riflettere. «Grazie a queste applicazioni, tutte completamente gratuite, gli internauti sono sempre più indipendenti nella scelta della meta da raggiungere e del percorso da seguire - osserva Giorgia Longoni, direttore marketing di Google Italia -. Possono leggere le recensioni degli altri utenti, commentarle, fare paragoni. E anche se per l’acquisto finale del pacchetto turistico preferiscono avere davanti un operatore in carne e ossa, ci arrivano decisamente più informati». C’è, però, chi all’agenzia di viaggi classica non va neanche più. Si tratta ancora di una minoranza, ma in crescita. Su Internet i prezzi sono quasi sempre più convenienti ed esistono persino siti dove si vendono soggiorni all’asta a partire da 1 euro: vedi Tui.it, dove c’è gente che è riuscita ad accaparrarsi settimane in Turchia o a Capo Verde risparmiando fino a 500 euro sul prezzo di listino.
RESTARE CONNESSI - Certo, per ottenere tanti vantaggi è necessario essere sempre connessi alla Rete. «Ma non è un problema - osserva la Longoni -. A usare questo tipo di risorse è l’utente medio di Internet, sono persone tra i 25 e i 45 anni con un livello di cultura medio. E tra notebook, telefonini, iPhone, Internet point e reti wi-fi è facile navigare ovunque in qualsiasi momento». Del resto, i numeri parlano chiaro: ogni minuto nel mondo vengono caricate su YouTube 13 ore di video. Molti, tra l’altro, sono documentari di viaggio. Non mancano siti pensati ad hoc per raccogliere questo tipo di filmati, da www.cisonostato.it a www.videoraccontidiviaggio.it. Con pochi clic si può passare da Milano a Los Angeles, dall’India al Marocco, dal Brasile all’Australia: un ottimo spunto per scegliere dove trascorrere le vacanze. Ma il Web 2.0 può essere uno strumento utile anche dopo la partenza. Con MyLocation è possibile visualizzare sul cellulare i ristoranti e i servizi della zona su Google Maps e contattarli direttamente. O ancora, iscrivendosi (sempre gratuitamente) al social network Wayn (acronimo di «where are you now») si può comunicare in ogni istante la propria posizione e scoprire quella dei propri conoscenti. Se si ha in programma un viaggio a New York, per esempio, è sufficiente inserire il nome della città per contattare gli associati alla community residenti o di passaggio nella Grande Mela. Un modo per farsi nuovi amici o per non perdere mai di vista (se pur virtualmente) i vecchi.
(Corriere della Sera)
24 Lug
Che Google sia il motore di ricerca più usato dai cittadini americani è cosa nota. La vera novità è che lo scorso mese di giugno l’azienda di Mountain View ha fatto meglio di sempre, sfiorando quota 70 per cento delle online search negli USA.
Lo rivela l’analisi realizzata da Hitwise Pty. Ltd, secondo cui nelle 4 settimane conclusesi il 28 di giugno, attraverso Google sono passate il 69,7 per cento di tutte le ricerche on line effettuate da pubblico statunitense. Per dare un’idea, nello stesso periodo dell’anno precedente il motorone di ricerca si era attestato su un pur eccellente 63,92 per cento.
Un successo evidentemente pagato di tasca propria dalla concorrenza diretta: sempre in giugno Yahoo! vede infatti assottigliarsi la propria fetta di mercato dal 21,31 (dati giugno 2007) all’attuale 19,62 per cento, mentre MSN search passa dal 9,85 al 5,46 per cento.
23 Lug

Adesso il mio blog lo trovate anche in versione mobile su http://tolenodesign.mofuse.mobi, basta avvicinare il celle a questo codice con annessa letture.