TolenoDesign*Blog

01 Sep, 2010

…lentezza

Posted by: admin In: ...dal mio cell

Adesso ci penso, e poi scrivo.

25 Aug, 2010

..fissazione

Posted by: admin In: ...dal mio cell

Ho proprio la fissazione questi giorni di fine estate :D

19 Aug, 2010

Girovagando

Posted by: admin In: Arts| Photo

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12 Aug, 2010

L’amore per un cane

Posted by: admin In: ...dal mio cell



Ieri, dopo 12 anni e mezzo si è spento il mio cane, la mia IRA, la nostra IRA. Era un rottweiler, a casa la chiamavamo IRA, CICCIONA MIA, BELLEZZA. Non era agressivo, non era cattiva, era dolcissima. I cani non sono cattivi, se vengono cresciuti con regole e amore diventano piu’ importanti delle persone. A volte gli manca la parola. Era il cane piu’ grosso di casa, quello che PACO cercava di prendere. Ci mancherà a tutti noi. Alle volte il bene che si vuole ad un cane è migliore di quello dato alle persone, loro non ti tradiscono, ti sono sempre vicino. Sarai sempre nei nostri cuori. Adesso correrai dall’altro padroncino, che ti coccolerà.

10 Aug, 2010

…in Aereoporto

Posted by: admin In: ...dal mio cell

http://www.flickr.com/photos/8154038@N04/4879384846/

Girovagando per il mondo.

28 Jul, 2010

jon bon jovi e le sue donne

Posted by: admin In: Arts| Photo

27 Jul, 2010

Sviluppare applicazioni per iPhone 3G #01

Posted by: admin In: Lesson

Questo vuole essere il primo di una serie di articoli dedicati allo sviluppo di applicazione per iPhone 3G. In questi articoli verranno introdotte le informazioni base per consentire a chi avesse interesse di provare a sviluppare delle semplici applicazioni da far girare sull’iPhone. Naturalmente non ha la pretesa di essere una vero e proprio corso di programmazione ma solo lo scopo di fornire alcune utili informazioni.

Partiamo da un presupposto, l’iPhone è molto di più di un semplice cellualare, è un dispositivo che fornisce una solida piattaforma di sviluppo e che mette a disposizione degli sviluppatori tutto ciò di cui hanno bisogno per realizzare applicazioni da far girare sul telefono.

Il sistema operativo su cui si basa l’iPhone è l’iPhone OS dotato di un nucleo (kernel) del tutto simile a quello di Mac OS X da cui deriva. Per poter sviluppare le applicazioni però si ha necessità di avere anche disposizione tutta una serie di strumenti atti a questo necessità. l’SDK (software developer kit) è l’insieme degli strumenti che Apple mette a disposizione degli sviluppatori per fare questo lavoro. L’SDK può essere scaricata alla pagina http://developer.apple.com/iphone/program/download.html previa registrazione.

Il download dell’SDK è gratuito e consente di testare le applicazioni sviluppate su un simulatore. L’SDK è disponibile solo per Mac, quindi se avete un PC Windows o Linux non potete utilizzarla.

Per testare sull’iPhone e commercializzare (anche se in forma gratuita) le applicazioni da voi sviluppate però si deve acquistare una licenza particolare disponibile in due versioni distinte:

  • Standard Program dal costo di 99$ (fornisce la possibilità di installare le applicazioni su 100 iPhone diversi e pubblicarla anche nell’App Store)
  • Enterprise Program dal costo di 299$ (con funzionalità più evolute per le aziende)

Come accennato precedentemente per sviluppare applicazioni per l’iPhone dovrete avere a disposizione un Mac con sistema operativo OS X 10.5.3 o superiore.

Le applicazioni sviluppate non possono avere una dimensione superiore ai 2 GB e possono essere rilasciate in forma gratuita o a pagamento. Nel caso di versioni a pagamento il prezzo dovrà essere compreso tra i 0.99$ ed i 999$. Ogni applicazione dovrà essere firmata digitalmente con un sistema di chiavi fornite da Apple, che provvederà anche a firmare ulterirmente l’applicazione prima di renderla scaricabile dell’App Store.

Spero che questa breve introduzione sullo sviluppo di applicazioni per iPhone vi sia piaciuta, negli articoli che seguiranno nelle prossime settimane troverete maggiori informazioni. 

26 Jul, 2010

Snow

Posted by: admin In: ...dal mio cell


Vorrei sparire, come faccio d’inverno, snowboard e freddo, nessun caldo, i cellulari che non prendono. Solo il vento a coccolarti, il tuo respiro che aumenta mentre scendi, il fruscio dei vestiti e il rumore della tavola sulla neve.

21 Jul, 2010

Pepsi vs Coca-Cola, è remake. In onore del 2.0

Posted by: admin In: Video

L’originale è del 2005, con i due camionisti che si scambiano la lattine (intitolato ‘Diner’ aveva esordito in occasione del XXIX Super Bowl). Quello nuovo è on air da lunedì negli Usa, oltre che online. Il primo è stato ideato da BBDO e diretto da Joe Pytka, il secondo da TBWA/Chiat/Day con la regia invariata. Stessa storia, ma quando l’uomo Coca-Cola si porta alla bocca la lattina di Pepsi Max, viene ripreso dal suo ‘rivale’ con il cellulare. E’ il 2.0 baby, nessuno sfugge a YouTube e Facebook.

15 Jul, 2010

Come ridurre l’ego a un direttore creativo.

Posted by: admin In: Lesson


Prendete un direttore creativo e ditegli che il cliente tal dei tali non lo vuole più in presentazione, che lo trova borioso e arrogante. Attenzione: questo non scalfirà per niente il suo ego, anzi, come reazione produrrà una risatina beffarda e un commento del tipo “l’ho sempre detto che non capisce un cazzo!”, ma la vostra affermazione ha la funzione di esca, perché l’unico sistema efficace per disintegrare un ego robusto come quello di un direttore creativo è quello di mettere in atto una manovra accerchiante.

Subito dopo, dite al direttore creativo che il cliente tal dei tali ha anche detto che l’ultima campagna che lui ha fatto si è rivelata come una delle più fallimentari per il suo brand. Attendete che il direttore creativo si giustifichi dicendo che non si può sempre dare la colpa alla creatività, che le vendite dipendono da diversi fattori come la distribuzione, il prezzo e il packaging. Lasciatelo spiegare, dopodiché ribattete con finta naturalezza che lo stesso prodotto l’anno prima, con lo stesso prezzo e la stessa identica distribuzione, vendeva il 20% in più. Precisate il fatto che l’anno prima non era nemmeno in campagna.

Importante: non aspettate che il direttore creativo si giustifichi ulteriormente: incalzatelo dicendogli che la sua campagna è stata testata e che ha ottenuto uno dei gradimenti più bassi nella storia della pubblicità. A questo punto fatelo sbollire: affermerà che non solo il cliente non capisce un cazzo, ma che neanche le persone normali, e cioè gli odiati consumatori, non capiscono un cazzo. Aspettatelo al varco. Quando dirà, “meno male che al mondo ci sono anche le persone intelligenti!”, domandategli: “a chi ti riferisci? Agli addetti ai lavori?” Aspettate che risponda affermativamente, poi prendetelo in contropiede. Rendetelo edotto del fatto che è appena uscita la shortlist di Cannes e la campagna di cui state parlando, purtroppo (sottolineate il termine purtroppo), non è entrata. Ditegli che a dire il vero non è entrato in shortlist nessun lavoro dell’agenzia. Ricordategli, en passant, che sono 5 anni che nessuno dei lavori dell’agenzia entra in shortlist a Cannes, da quando, guarda caso, lui è stato nominato direttore creativo lì dentro. Dopodichè elencategli, distrattamente, i premi e i riconoscimenti che lui non ha ricevuto nell’ultimo anno: Eurobest, Epica, Adci…

Quando per difendersi reclamerà per sé successi quali Mediastar, Key Award, o peggio ancora, Targhe Bellavista, fate una pausa piena d’enfasi e guardatelo negli occhi. Allora si renderà conto di ciò che ha appena detto e non potrà fare a meno di mettersi a piangere. Da questo momento in poi ce l’avete in pugno, non vi resta che finirlo. Fingetevi compassionevoli, abbracciatelo, cullatelo e ditegli che non importa. Non importa se la sua creatività è scarsa, che le capacità umane sono più importanti di quelle professionali (lo metterete in ginocchio). Ditegli che non importa se in giro ci sono almeno dieci direttori creativi più giovani di lui che godono di maggior prestigio di lui e che guadagnano molto più di lui (è al tappeto). Ditegli che non importa se ha sprecato le buone occasioni che ha avuto, come quella volta che ha proposto alla Procter&Gamble registi surreali come i Traktor. Che non importa se queste grandi opportunità non torneranno mai più (knock down). Insomma, se sarete scrupolosi nell’applicare queste tecniche, anche l’ego più grande può essere ridotto alle dimensioni di quelle di un visualizer. Inoltre, il direttore creativo che subirà questo trattamento sarà vittima di una repentina regressione: diventerà così mansueto e insicuro da chiedere lui stesso, dal giorno dopo, lavori umili come la scrittura dei testi della brochure di Stannah (le poltrone-ascensore per la deambulazione degli anziani). (mizioblog)

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